Minori e social: come cambiano le regole sulla protezione online 30 September 2026 Restrizioni social per i minori: cosa cambia nel mondo e quali sono gli impatti per brand e promozioni internazionali. Le regole sull’accesso dei minori ai social media stanno cambiando rapidamente in molti Paesi del mondo. Alcuni governi hanno introdotto veri e propri limiti di età, altri hanno scelto sistemi di verifica dell’età, controllo parentale o autenticazione degli account; altri ancora stanno intervenendo sulle funzionalità delle piattaforme e sui rischi associati ai loro servizi. Australia, Malesia, Indonesia, Grecia, Vietnam e diversi Paesi europei rappresentano approcci differenti a uno stesso tema: come proteggere i minori nell’ambiente digitale. Anche l’Unione europea sta lavorando a un quadro comune con la proposta di EU KIDS Act presentata dalla Commissione europea nel settembre 2026. Per brand e agenzie che utilizzano i social media per attività di comunicazione e promozione, questa evoluzione non riguarda soltanto la gestione degli account dei minori. Le nuove regole possono incidere sulle modalità di accesso alle piattaforme, sulle funzionalità disponibili, sulla verifica dell’età e, di conseguenza, anche sulle modalità con cui gli utenti possono interagire con una campagna. Il tema diventa quindi particolarmente rilevante quando si progettano concorsi a premi e promozioni internazionali: una stessa meccanica può richiedere valutazioni diverse nei mercati coinvolti, in funzione della normativa locale e delle regole della piattaforma utilizzata. Grecia: stop ai social per gli under 15 dal 2027 L’8 aprile 2026 il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2027 i minori di 15 anni non potranno accedere ai social network in Grecia. Il governo si appresta a presentare la legge in Parlamento nella seconda metà del 2026. Il divieto si applica alle piattaforme basate su “endless scrolling” e sulla creazione di profili pubblici, come Instagram, TikTok, Facebook e Snapchat. Restano invece accessibili ai minori le app di messaggistica e i servizi video come WhatsApp, Messenger, Viber e YouTube. L’applicazione del divieto avverrà tramite un sistema obbligatorio di verifica dell’età basato su Kids Wallet, uno strumento di controllo parentale già esistente nell’ecosistema digitale statale greco (integrato nell’app Gov.gr), che verrà esteso a questo scopo. I genitori lo collegheranno al dispositivo del figlio, creando un’autenticazione tecnica che le piattaforme saranno tenute a riconoscere. Si tratta di una misura strutturale, non di un semplice obbligo di dichiarazione: le piattaforme saranno tenute a implementare tecnicamente la verifica, e non potranno semplicemente affidarsi all’autodichiarazione degli utenti. Le piattaforme che non rispettassero gli obblighi previsti potrebbero esporsi alle sanzioni previste dal Digital Services Act, che nei casi più gravi possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale. Cosa cambia per i brand Per i brand che utilizzano i social media come canale di partecipazione a una promozione, il nuovo limite introduce un elemento da considerare già nella fase di progettazione. Il tema riguarda quindi anche i concorsi sui social, soprattutto quando la partecipazione richiede di pubblicare contenuti, commentare o interagire direttamente con un profilo social. Non è sufficiente verificare che la meccanica promozionale sia ammessa dalla normativa sulle manifestazioni a premio. Occorre considerare anche le regole applicabili alla piattaforma utilizzata e le disposizioni locali sull’età degli utenti. In particolare, per una promozione internazionale sarà necessario valutare: l’età minima richiesta per partecipare; le modalità con cui viene verificata l’età; le funzionalità social effettivamente disponibili agli utenti minorenni; le modalità di raccolta e gestione dei dati personali; eventuali differenze tra i diversi Paesi coinvolti nella stessa campagna. Questo aspetto diventa ancora più rilevante quando una stessa meccanica viene pianificata per più mercati. Vietnam: autenticazione degli account e supervisione genitoriale per gli under 16 Il Vietnam ha adottato un approccio diverso. Il Decreto 147/2024, entrato in vigore il 25 dicembre 2024, prevede che soltanto gli account autenticati possano pubblicare informazioni, commentare, effettuare livestream e condividere informazioni sui social network. Per gli utenti di età inferiore a 16 anni, il genitore o tutore deve registrare l’account utilizzando le proprie informazioni ed è responsabile del monitoraggio e della gestione dei contenuti ai quali il minore accede, che pubblica o condivide. Non si tratta quindi soltanto di un consenso preventivo, ma di un ruolo diretto del genitore o tutore nella registrazione e nella supervisione dell’account. Il quadro vietnamita mostra quindi un’impostazione diversa da quella greca: non si tratta semplicemente di fissare un’età minima generale per l’accesso ai social, ma di intervenire sulle modalità di autenticazione, utilizzo e supervisione degli account. Cosa cambia per le promozioni Per un brand che utilizza un social network per una promozione, la verifica dell’età non è quindi l’unico elemento da considerare. Diventa importante capire anche: chi può creare e utilizzare un account; quali funzionalità sono disponibili agli utenti minorenni; se e come un minore può interagire con i contenuti della campagna; quali dati possono essere raccolti; quali responsabilità ricadono sulla piattaforma e quali sull’organizzatore dell’iniziativa. Il caso vietnamita evidenzia quindi un aspetto importante per le campagne internazionali: le regole sulla protezione dei minori possono intervenire direttamente sulle funzionalità attraverso cui gli utenti partecipano a un’attività promozionale. Indonesia: le piattaforme devono valutare i rischi per i minori L’Indonesia sta seguendo ancora un’altra strada, basata su un approccio risk-based alla protezione dei minori. Il quadro è definito dal Government Regulation No. 17/2025 (PP TUNAS), dedicato alla governance dei sistemi elettronici per la protezione dei minori, e dalle relative disposizioni attuative. Il Ministero della Comunicazione e del Digitale indonesiano ha introdotto, tra le altre misure, un sistema di self-assessment attraverso il quale gli operatori devono valutare i rischi associati ai propri prodotti, servizi e funzionalità. La disciplina attuativa è contenuta anche nel Regulation No. 9/2026, in vigore dal 6 marzo 2026. La valutazione considera, tra gli altri elementi, i rischi per gli utenti minorenni, le modalità di verifica dell’età, la moderazione dei contenuti e le misure di protezione disponibili. I dati diffusi dal Ministero mostrano quanto l’applicazione della normativa stia incidendo concretamente sulle piattaforme. A settembre 2026, 252 prodotti, servizi o funzionalità appartenenti a 94 operatori avevano completato il self-assessment; 60 erano già stati sottoposti a verifica, di cui 22 classificati ad alto rischio. Il Ministero ha dichiarato che circa 28 milioni di bambini risultavano coperti dalle misure di protezione previste dal programma. Già a giugno il Governo aveva comunicato la disattivazione di circa 4,7 milioni di account di minori, tra cui circa 4,1 milioni su TikTok e circa 600.000 su YouTube. Cosa significa per i brand Il caso indonesiano introduce una variabile ulteriore rispetto a Grecia e Vietnam: non riguarda soltanto l’età dell’utente, ma anche il profilo di rischio della piattaforma, del servizio o della funzionalità utilizzata. Per i brand che utilizzano i social nelle proprie attività promozionali, questa evoluzione è rilevante perché la riduzione dell’accesso dei minori può modificare il pubblico effettivamente raggiungibile dalle campagne e richiede di verificare con attenzione le modalità di targeting e partecipazione nei diversi mercati. In una campagna internazionale, quindi, non è sufficiente chiedersi se una determinata piattaforma sia disponibile in un Paese: occorre considerare anche come quella piattaforma gestisce gli utenti minorenni e quali funzionalità rimangono loro disponibili. Un quadro internazionale sempre più articolato Grecia, Vietnam e Indonesia mostrano tre modalità diverse con cui i governi stanno intervenendo sulla protezione dei minori online. Ma non sono casi isolati: in diversi Paesi sono già entrate in vigore restrizioni, mentre altri stanno discutendo nuove soglie di età, sistemi di verifica o forme di controllo parentale. PaeseStato della normativaApproccioElemento da monitorareAustraliaIn vigore dal dicembre 2025Limite di età e obblighi per le piattaformeLe piattaforme soggette alla normativa devono adottare misure ragionevoli per impedire agli under 16 di creare o mantenere un account. Il divieto riguarda gli account, non l’accesso a tutti i contenuti pubblici. Non sono previste sanzioni per i minori o per i genitori, ma per le piattaforme inadempienti.MalesiaIn vigore dal giugno 2026Limite di età e verifica dell’etàGli under 16 non possono registrare o mantenere un account personale sui servizi di social media soggetti alle regole. I provider devono verificare l’età tramite documenti governativi o strumenti equivalenti. La verifica degli account esistenti è stata prevista in modo graduale.IndonesiaIn vigore, con attuazione graduale dal 28 marzo 2026Limite di età e approccio basato sul rischioRestrizioni per gli under 16 sulle piattaforme considerate ad alto rischio, insieme a self-assessment e misure di protezione per i minori.CinaIn vigore; ulteriori linee guida in preparazioneControllo dell’utilizzo e modalità minoriLa “Modalità Minori” limita tempi e modalità di utilizzo dei servizi digitali, con restrizioni anche sull’accesso notturno.GreciaIn vigore dal 1° gennaio 2027Limite di età e verifica tramite portafoglio digitaleEtà minima di 15 anni per l’accesso ai social e sistemi di verifica dell’età.VietnamIn vigoreAutenticazione e supervisione genitorialeIl Decreto 147/2024 richiede che gli account social degli under 16 siano registrati utilizzando i dati del genitore o del tutore, che deve supervisionarne contenuti e attività.BrasileIn vigoreControllo parentalePer gli under 16 è pL’ECA Digital, legge n. 15.211/2025, richiede che gli account degli utenti fino a 16 anni siano collegati a quelli di un genitore o tutore. Prevede inoltre misure di verifica dell’età, supervisione parentale e protezione specifica.TurchiaIn vigoreLimite di età e verificaIl Parlamento ha approvato una legge che vieta l’uso dei social agli under 15 e introduce obblighi per le piattaforme, inclusi meccanismi di verifica dell’etàEmirati Arabi UnitiIn vigoreLimite di età e obblighi tecnici per le piattaformeI minori di 15 anni non possono creare, usare o gestire account personali sui social soggetti alla risoluzione. La misura riguarda anche diverse funzioni sociai, come pubblicazione, commenti, condivisione e partecipazione a gruppi pubblici.PortogalloProposta approvata in prima lettura nel febbraio 2026Limite di età e consenso parentale verificatoLa proposta vieta l’accesso sotto i 13 anni e richiede il consenso espresso e verificato del genitore o tutore tra 13 e 16 anni.Regno UnitoPolitica governativa annunciata; attuazione legislativa prevista nella primavera 2027Limite di età, regolamentazione delle piattaforme e verificaIl Governo ha annunciato il divieto di offerta dei social agli under 16. Le prime regolamentazioni dovrebbero essere presentate entro la fine del 2026 e diventare operative nella primavera 2027. Il quadro dettagliato, inclusi i meccanismi di verifica dell’età e l’elenco completo dei servizi interessati, non è ancora definitivo.NorvegiaProposta legislativa avanzata; iter parlamentare in corsoLimite di età e verifica a carico delle piattaformeLa proposta governativa non punta più semplicemente a una soglia di 15 anni: prevede che l’accesso sia possibile dal 1° gennaio dell’anno in cui il minore compie 16 anni. La verifica dell’età dovrebbe spettare alle piattaforme. Questa panoramica mostra un elemento particolarmente rilevante per le campagne internazionali: non esiste oggi un modello unico di regolamentazione dei social per i minori. Le differenze non riguardano soltanto l’età minima. I Paesi possono intervenire attraverso: divieti di accesso; verifica dell’età; autenticazione degli account; consenso o supervisione dei genitori; limitazioni delle funzionalità; restrizioni sui tempi di utilizzo; classificazione delle piattaforme in base al rischio; obblighi specifici per gli operatori digitali. Anche lo stato della normativa può essere diverso: una regola può essere già applicabile in un Paese, essere stata approvata ma non ancora entrata in vigore in un altro, oppure trovarsi ancora nella fase di proposta. Non esiste ancora un unico modello internazionale La direzione generale è abbastanza chiara: la protezione dei minori online sta diventando una priorità normativa in un numero crescente di Paesi. Ma le modalità con cui i governi stanno intervenendo sono molto diverse. L’Australia e la Malesia hanno scelto un approccio basato su una soglia di età; la Cina interviene anche sulle modalità e sui tempi di utilizzo; il Brasile punta sul coinvolgimento del genitore; Indonesia e Vietnam hanno introdotto meccanismi che incidono sulle modalità di accesso e utilizzo delle piattaforme; diversi Paesi europei stanno invece discutendo o introducendo limiti di età e sistemi di verifica. Anche all’interno dell’Unione europea il quadro è in evoluzione. La Commissione europea ha presentato il 17 settembre 2026 la proposta EU KIDS Act, con l’obiettivo di armonizzare le regole sulla protezione dei minori online e ridurre la frammentazione delle normative nazionali. La proposta prevede, tra gli altri elementi, un approccio europeo alla verifica dell’età e limiti armonizzati per l’accesso a determinati servizi digitali. Non si tratta però ancora di una normativa applicabile: il testo deve seguire il normale iter legislativo europeo. Per un brand che sviluppa una campagna internazionale, questo significa che non è sufficiente predisporre una meccanica unica e replicarla automaticamente in tutti i mercati. Occorre verificare, per ciascun Paese coinvolto: quali siano le regole applicabili ai minori; quale sia lo stato effettivo della normativa; quale età minima sia prevista; come venga verificata l’età; quali funzionalità della piattaforma siano disponibili ai minori; quali siano le condizioni per la raccolta e la gestione dei dati; quali regole si applichino alla specifica meccanica promozionale. Questo è particolarmente importante per concorsi, giveaway e altre promozioni sui social, perché un cambiamento nelle modalità di accesso o nelle funzionalità disponibili agli utenti minorenni può avere conseguenze anche sulla partecipazione alla campagna. La protezione dei minori diventa quindi un ulteriore elemento da integrare nella verifica normativa di una promozione internazionale, insieme alle regole specifiche applicabili a concorsi e operazioni a premio nei singoli mercati. Per questo, quando una campagna coinvolge più Paesi, regolamento, meccanica e procedure non possono essere considerati automaticamente identici in tutti i mercati: devono essere verificati alla luce delle normative locali e delle regole delle piattaforme coinvolte. Quando una promozione coinvolge più Paesi, la verifica normativa viene prima della campagna Le regole sulla protezione dei minori sono solo uno degli aspetti da verificare quando una promozione viene sviluppata in più mercati. Normativa locale, regole della piattaforma, meccanica, requisiti di partecipazione e gestione dei dati devono essere valutati in relazione a ciascun Paese coinvolto. Promosfera affianca brand e agenzie nella progettazione e nella gestione di concorsi a premi internazionali, con competenze specifiche sulla normativa dei diversi mercati. Contattaci subito per una consulenza Martina CrespiInternational Account ManagerDal 2022, faccio parte del team di Promosfera, occupandomi di consulenza per manifestazioni a premio in Italia e all’estero. La mia passione per i viaggi, l’interesse per nuove culture e la conoscenza di tre lingue arricchiscono la mia esperienza professionale. Questo ruolo mi offre l’opportunità di approfondire le normative internazionali e analizzare, tramite le nostre ricerche di mercato, le tendenze promozionali, garantendo ai clienti aggiornamenti costanti e soluzioni in linea con l’evoluzione del settore.Linkedin