Grecia: stop ai social per gli under 15 dal 2027, impatti per brand e promozioni online

Grecia: stop ai social per gli under 15 dal 2027

La nuova normativa introduce la verifica obbligatoria dell’età e potrebbe influenzare targeting, concorsi e campagne promozionali rivolte ai giovani

La protezione dei minori online è diventata una priorità legislativa in tutta Europa, e la Grecia ha appena annunciato una delle misure più concrete adottate finora a livello nazionale. Per i brand che organizzano promozioni e concorsi sui social media, le implicazioni sono significative.

Il provvedimento greco: niente social per gli under 15 anni dal 2027

L’8 aprile 2026 il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato che a partire dal 1° gennaio 2027 i minori di 15 anni non potranno accedere ai social network in Grecia. Il governo si appresta a presentare la legge in Parlamento nella seconda metà del 2026.

Il divieto si applica alle piattaforme basate su “endless scrolling” e sulla creazione di profili pubblici, come Instagram, TikTok, Facebook e Snapchat. Restano invece accessibili ai minori le app di messaggistica e i servizi video come WhatsApp, Messenger, Viber e YouTube.

L’applicazione del divieto avverrà tramite un sistema obbligatorio di verifica dell’età basato su Kids Wallet, uno strumento di controllo parentale già esistente nell’ecosistema digitale statale greco (integrato nell’app Gov.gr), che verrà esteso a questo scopo. I genitori lo collegheranno al dispositivo del figlio, creando un’autenticazione tecnica che le piattaforme saranno tenute a riconoscere.

Si tratta di una misura strutturale, non di un semplice obbligo di dichiarazione: le piattaforme saranno tenute a implementare tecnicamente la verifica, e non potranno semplicemente affidarsi all’autodichiarazione degli utenti.

Le piattaforme che non rispettassero gli obblighi previsti potrebbero esporsi alle sanzioni previste dal Digital Services Act, che nei casi più gravi possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale.

Cosa significa per chi organizza promozioni

Per le aziende si tratta di molto più di una misura di tutela dei minori: la norma potrebbe incidere direttamente sulle modalità di pianificazione e gestione delle campagne digitali rivolte ai giovani consumatori.

Le campagne che segmentano utenti under 15 in Grecia, o che non escludono attivamente questa fascia d’età, potrebbero risultare non conformi già nella fase di targeting. Le piattaforme stesse dovranno adeguare i propri strumenti pubblicitari per riflettere queste restrizioni, il che potrebbe cambiare le opzioni di audience disponibili per i brand nel mercato greco.

Vale la pena notare che il divieto non riguarda WhatsApp, YouTube e le principali app di messaggistica. Pertanto, le promozioni condotte tramite WhatsApp, non saranno direttamente interessate dalla nuova norma, almeno nella sua formulazione attuale.

Più in generale, qualsiasi promozione che utilizzi meccaniche di engagement pensate per un pubblico giovane sulle piattaforme colpite dal divieto dovrà essere rivista alla luce di questi nuovi limiti.

Uno sguardo all’orizzonte europeo

Il caso greco non è isolato. A livello europeo si sta discutendo l’introduzione di una soglia analoga fissata a 16 anni, che si applicherebbe a tutti gli stati membri. Se questo quadro dovesse concretizzarsi, l’impatto si estenderebbe a tutti i brand che operano nel mercato UE con promozioni rivolte a un pubblico giovane.

Il tema è già al centro dell’agenda europea. Il DSA vieta la profilazione pubblicitaria basata sui dati dei minori e negli ultimi mesi il dibattito si è intensificato attorno all’introduzione di limiti di età più stringenti per l’accesso ai social network. Il provvedimento greco si inserisce, quindi, in un contesto normativo europeo già in movimento.

Prepararsi per tempo

Al di là del caso greco, il trend normativo europeo è chiaro: la tutela dei minori online sta diventando un elemento sempre più centrale nella regolamentazione delle piattaforme digitali. Per i brand, anticipare questi cambiamenti significa ridurre i rischi di compliance e costruire strategie di engagement sostenibili nel lungo periodo.

💡 Aggiornamenti normativi sui concorsi a premi internazionali: l’opinione dell’esperto

A cura di Martina Crespi, International Account Manager di Promosfera

“Il provvedimento greco che vieta social under 15 è importante non tanto per il suo impatto immediato, quanto per il segnale che manda. Siamo abituati a vedere queste misure annunciate e poi rinviate o annacquate in fase di attuazione. Qui invece si parla di un sistema tecnico di verifica dell’età gestito dallo stato, il che rende la norma strutturalmente diversa dai semplici obblighi dichiarativi. Se questo modello venisse adottato a livello europeo, e la discussione sul tema è già aperta, cambierebbe radicalmente le basi su cui costruire qualsiasi campagna rivolta a un pubblico giovane.”

Se stai pianificando campagne promozionali rivolte a un pubblico giovane in Europa, Promosfera può aiutarti a strutturarle in modo conforme alle normative in evoluzione.