Altri falsi miti da sfatare sui concorsi a premi

Montepremi, tasse…chiariamo alcuni dubbi sui concorsi a premio

Nel nostro articolo ‘Sfatiamo alcuni fra i più diffusi ‘falsi miti’ sui concorsi a premio’ abbiamo analizzato alcuni dei luoghi comuni che vengono spesso associati alle iniziative concorsuali. Ma ci sono anche altri aspetti che spesso creano dubbi e confusione nei promotori. Eccone alcuni.

 “Non occorre garantire il montepremi perché i premi sono già disponibili”
E’ questa la convinzione di tanti ma purtroppo non è così: la garanzia sui premi è un obbligo a cui il promotore deve adempiere per legge, indipendentemente dal fatto che i premi siano già stati acquistati o siano disponibili in quanto prodotti aziendali. 
D’altra parte, un altro ‘falso mito’ da sfatare riguarda la convinzione che sia indispensabile prestare cauzione depositando l’intero importo del montepremi, infatti, esiste anche la possibilità di garantirlo mediante fidejussione. Occorre tenere presente che il premio della fidejussione è un costo che non rientrerà nella disponibilità del promotore ma questo tipo di garanzia consente, d’altra parte, di poter organizzare la promozione senza privarsi di liquidità.

“Basta mettere in palio il prodotto che va per la maggiore”
Perché una promozione sia di successo è essenziale scegliere il premio giusto: certamente è molto importante che il premio sia appealing ma è fondamentale per la buona riuscita del concorso che la scelta venga fatta focalizzando la propria attenzione sul target a cui si rivolge l’iniziativa. La valutazione deve essere oggettiva e non deve essere influenzata dalle mode o dai gusti personali. Un errore in questa fase può determinare risultati di redemption non in linea con le aspettative.

Attenzione a non dare niente per scontato
Spesso un premio appealing è un prodotto di grande richiamo e con un forte brand. Un prodotto con queste caratteristiche è in molti casi la scelta istintiva di chi organizza la promozione che spesso però trascura un aspetto molto importante: va sempre verificato che le aziende titolari del prodotto e del marchio ne consentano l’uso per finalità promozionali e sui materiali di comunicazione. Infatti, diversi brand non lo permettono.
D’altra parte, bisogna anche porre attenzione al fatto che le normative di molti Paesi, fra cui l’Italia, pongono espresso divieto alla messa in palio di specifici premi o mettono limiti al valore economico complessivo degli stessi, come accade per esempio in Olanda e Giappone
La soluzione migliore è farsi supportare da un’agenzia in grado di offrire competenze che vanno dalla conoscenza delle normative fino alla logistica.

 “Solo in Italia si pagano le tasse”
Al contrario di quanto molti pensano sono numerosi i Paesi che prevedono il pagamento di tasse legate alla premialità delle promozioni. Alcuni prevedono il pagamento di tasse calcolate sul valore del premio; altri richiedono tasse di registrazione che possono variare a seconda del montepremi in palio; altri ancora esigono il pagamento di diritti fissi. Nella maggior parte dei casi queste imposte sono a carico del promotore ma in alcuni Paesi sono i vincitori a doversene fare carico.


Quando si decide di organizzare un concorso è molto importante non farsi condizionare dai sentito dire o da articoli pubblicati su Internet da chi non ha specifica competenza sull’organizzazione di concorsi a 360 gradi. Regolamento, montepremi, fidejussione, tasse, privacy… sono tanti gli aspetti coinvolti in un’iniziativa promozionale e vanno tutti affrontati con il supporto di un partner con la necessaria preparazione.

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