Organizzare un concorso a premi all’estero: gli aspetti normativi

La normativa sui concorsi a premi in Italia è uguale a quella di Francia, UK o Stati Uniti?

Chiariamo subito un aspetto fondamentale che riguarda l’organizzazione di un concorso a premi all’estero: ogni paese ha leggi e regole proprie che possono differire molto tra loro, non esiste un regolamento unico o comune a più paesi, nemmeno in Europa.

Quindi, se decidi di organizzare uno, preparati perché la normativa che dovrai rispettare non sarà uguale a quella italiana.

Se stai pensando che questa è una buona cosa perché la nostra ti sembra particolarmente ostica, ricrediti: ci sono paesi che hanno regole più severe e stringenti delle nostre.

Organizzare un concorso a premi all’estero: da dove partire

Per poter organizzare un concorso in un paese straniero devi prima porti una serie di domande:

  • Chi è l’organo competente e qual è la legge a cui devo fare riferimento per i concorsi a premio?
  • La meccanica che ho scelto per il mio concorso è consentita dalla legge? 
  • Devo chiedere un’autorizzazione per organizzare il mio concorso?
  • Quali informazioni devo inserire nel regolamento?
  • Devo versare una cauzione o accendere una fidejussione a garanzia dei premi?
  • Esistono divieti e/o limitazioni ai premi che posso mettere in palio?
  • Come devo comunicare la mia promozione?
  • Chi paga le tasse sui premi, io o i vincitori?

Prendendo come riferimento l’Italia e la nostra normativa facciamo chiarezza su alcuni punti fondamentali che devi considerare per organizzare un concorso a premi all’estero.

 

Organo competente e normativa sui concorsi a premi

In Italia, la normativa sulle manifestazioni a premio è esplicitata nel DPR 430/01 che, nel tempo è stato integrato da alcuni addendum inseriti in altre normative e in diverse note ministeriali e l’organo competente è il Ministero delle imprese e del made in Italy

In UK, invece, devi fare riferimento a tre diversi regolamenti: il “Gambling Act”, le “Consumer protection Unfair Trading Regulations” e il “Cap Code”, gestito dal Cap, Committee of Advertising Practice l’autorità che si occupa del codice pubblicitario.

Negli Stati Uniti per poter organizzare un concorso devi sottostare a più livelli di leggi e norme: statali, federali e locali. 

Individuare l’organo competente e qual è la legge a cui devi fare riferimento è fondamentale per poter organizzare il tuo concorso senza incorrere in sanzioni. Considera che alcuni paesi prevedono anche il carcere per chi trasgredisce alle normative.

 

La meccanica del tuo concorso a premi è legale?

Il primo aspetto che devi valutare è la fattibilità della meccanica del concorso che vuoi organizzare rispetto alla normativa locale del paese e, per farlo, devi tenere conto di tutti gli elementi che caratterizzano la tua promozione. 

In Italia puoi organizzare un concorso a premi di sorte, di abilità e/o legato all’acquisto, tutte le formule che già conosci e utilizzi con successo per aumentare la visibilità del tuo brand o incrementare le vendite del tuo prodotto.

In diversi paesi esteri però queste formule non sono tutte consentite: in Belgio sono vietati i concorsi di sorte, in Canada quelli con acquisto, ad esempio.

I concorsi di sorte sono soggetti a notevoli restrizioni in Olanda, dove esistono vincoli al montepremi che si può mettere in palio, in Portogallo, Polonia e Messico sono soggetti a complicati adempimenti.

Se stai organizzando un concorso in più paesi e in uno di questi la meccanica che hai  scelto è vietata, si possono studiare formule alternative per poter realizzare comunque la tua iniziativa promozionale, sempre rispettando tutte le specificità normative.

Esempi di questa strategia sono i concorsi organizzati da Alessi in Austria, Germania, Olanda e Belgio e da BKT che coinvolgeva contemporaneamente 8 paesi europei.

 

Nella scelta dei premi prima di tutto rispetta la normativa

Scegliere il premio giusto per un concorso a premi è uno degli step più difficili perché da questa decisione può dipendere il successo della tua promozione.

Uno degli aspetti che devi considerare da subito sono eventuali divieti o limiti imposti dalla normativa

Quella italiana, ad esempio, stabilisce il divieto di mettere in palio del denaro in qualsiasi forma, nemmeno come titoli di prestiti pubblici e privati o azionari, quote di capitale societario e di fondi comuni di investimento. Anche le polizze di assicurazione sulla vita non possono far parte del tuo montepremi.

In alcuni paesi, invece, vigono regole precise non soltanto su beni e servizi che puoi mettere in palio ma, in alcuni casi, anche sul valore del singolo premio o dell’intero montepremi.

Cauzione e richiesta di autorizzazione

In Italia, come sai, è obbligatorio costituire una cauzione o stipulare una fideiussione, ma garanzie di questo tipo sono richieste anche da altri paesi, come ad esempio il Portogallo, in cui le fidejussioni, oltre a essere obbligatorie, possono essere esclusivamente bancarie e, quindi, stipulate direttamente dal promotore.

Negli Stati Uniti il ‘prize bond’ è obbligatorio a livello nazionale se il montepremi supera i 5.000$ con l’eccezione dello stato del Rhode Island, dove – se il concorso a premi viene comunicato sul territorio – la garanzia è obbligatoria anche per montepremi molto più contenuti.

Comunicazione: quali informazioni deve contenere e come devono essere espresse

Le “Legal Lines” della comunicazione che potrai realizzare per promuovere il tuo concorso devono seguire obblighi precisi diversi da paese a paese. 

In diverse nazioni il contenuto della comunicazione è soggetto a vincoli più complessi e severi di quelli previsti dalla nostra normativa e che riguardano non soltanto il contenuto della comunicazione, ma anche la forma e le lingue da utilizzare. 

In Francia, ad esempio, è vietato utilizzare qualsiasi espressione straniera, in Svizzera è obbligatorio che la comunicazione sia riportata nelle 3 lingue ufficiali mentre in Belgio deve esserci sia la versione in fiammingo che in francese.

 

Aspetti fiscali: chi paga le tasse sui premi e a quanto ammontano

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali siamo abituati a puntare il dito sul nostro paese come il più vessatorio ma, a sorpresa, scopriamo che anche per gli altri paesi, i premi derivanti da concorso, rappresentano cespiti di reddito imponibile

In molti Paesi, l’onere fiscale fa capo direttamente al vincitore come succede in Giappone, Turchia e Stati Uniti ma, in molti altri, è sul promotore che ricade la responsabilità di assolvere l’onere tributario sui premi. 

Le aliquote differiscono da paese a paese: in Italia è del 25%, in Spagna del 21% e in Portogallo del 45%.

Ci sono anche nazioni in cui il calcolo è più complesso perché basato sul valore totale dei premi messi in palio in un anno, in altre vengono applicate aliquote variabili commisurate a scaglioni di montepremi.

Conoscere questo aspetto è fondamentale: se la tassazione è a carico del vincitore e ha un’aliquota importante devi tenerne conto quando scegli i premi da mettere in palio per evitare di scoraggiare i partecipanti offrendo qualcosa che comporti per loro un onere eccessivo. 

 

Per un concorso a premi all’estero il partner è fondamentale

Conoscere tutte le specificità delle normative in vigore nei vari paesi del mondo è il ruolo di un’agenzia di concorsi a premi internazionale. 

Competenza ed esperienza sono fondamentali quando si tratta di organizzare manifestazioni a premio all’estero: l’attenzione a ogni singolo dettaglio è fondamentale per evitare di incappare in errori o leggerezze che potrebbero costare care.

Scegli un partner preparato per essere sicuro di affrontare ogni step nel modo giusto.

Promosfera è un’agenzia di concorsi e operazioni a premio con una solida competenza non soltanto nell’ideazione e gestione di attività promozionali in Italia ma anche all’estero.

Abbiamo, infatti, organizzato promozioni in oltre 70 paesi, spaziando dall’Europa all’Asia, dal Nord al Sud America.

Contattaci per organizzare il tuo concorso a premi ovunque nel mondo!